Uniti per Cambiare - Lalternativa è possibile

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Uniti Per Cambiare - L'alternativa è possibile

Chiarimenti

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Da anni ormai Noi, aderenti e simpatizzanti del progetto lista civica Uniti per Cambiare di Occhiobello, ci impegniamo per creare, giorno per giorno e non solo in periodi elettorali, proposte ed iniziative utili per il nostro Paese.

Le idee di base che ci hanno unito e convinto sono tutte esclusivamente legate alla speranza di avere finalmente Amministrazioni e Rappresentanze istituzionali operanti per il bene del nostro Paese, al di la di ogni interesse personale.

Molti di noi, nella maggioranza dei casi semplici cittadini non aderenti ad alcun partito, anche in virtù di questo hanno ritenuto doveroso impegnarsi.

Gli obiettivi sono sempre stati quelli di dare un contributo alla creazione di un qualcosa di diverso rispetto a tutto quello che abbiamo visto fino ad ora, e cioè: Amministrazioni fortemente condizionate nella loro gestione da interessi economici di pochi che mal si conciliano con le esigenze dei residenti, Amministrazioni e importanti movimenti politici locali spesso arroganti con chi ha idee e visioni diverse, servizi sociali di base trascurati, programmi di sviluppo del territorio che spesso ignorano le esigenze di buona vivibilità dei residenti. Sia chiaro, nessuno di noi è contro lo sviluppo, tuttavia riteniamo che lo sviluppo, per essere definito tale, deve essere pianificato, ragionato ed ordinato.

Non ci hanno unito, perché non le abbiamo considerate, le convinzioni politiche degli aderenti, in quanto pensiamo che a livello locale sia più importante la qualità delle proposte e la qualità delle persone che si propongono di amministrare.

Ecco perché è nato questo gruppo.

Nel tempo è stato veramente bello verificare lo spirito disinteressato e di puro servizio che anima gli aderenti e simpatizzanti, e la perfetta convivenza di idee anche diverse.

Per ultimo vogliamo chiarire che il gruppo Uniti Per Cambiare è rappresentato istituzionalmente a livello locale da Lorenzo Feltrin, in quanto consigliere comunale, ma Uniti Per Cambiare è un movimento articolato e distinto dall’impegno politico del suo rappresentante e dagli interessi di ogni suo componente.

Riteniamo che sia difficile riuscire ad etichettare il gruppo considerate le varie e diverse anime che lo compongono.

Inoltre pensiamo meritorie solo di compatimento le varie dichiarazioni di alcuni rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Occhiobello o di qualche esponente del Partito Democratico che, ricordandoci puntualmente l’impegno politico provinciale di Lorenzo Feltrin, invece di valutare i contenuti delle proposte, generate da tutti noi e non solo dal contributo del nostro capogruppo, si ostinano ad etichettare in modo non corretto Uniti Per Cambiare.

Secondo noi è una mancanza di rispetto verso il nostro movimento e verso tutti quelli che ci hanno votato.

Pur dando un peso relativo alle continue forme di provocazione che appaiono sulla stampa, queste ci convincono e motivano sempre ad andare avanti, in quanto meritiamo rappresentanti di altro livello. Meritiamo rappresentanti come Lorenzo che molti di noi, lontani dalle sue intime convinzioni politiche, ogni giorno stimano ed apprezzano sempre di più per correttezza, rispetto ed equilibrio.

Forse tutto questo rivela l’importanza che il nostro gruppo sta assumendo, ed il fastidio in alcuni provocato. E’ curioso che le maggiori provocazioni provengano soprattutto da movimenti che si definiscono “democratici” e che, proprio in virtù di questo, non dovrebbero “temere” nulla da noi.

I componenti e simpatizzanti del gruppo lista civica Uniti Per Cambiare

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Sanità, Occhiobello si mobilita

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L'incontro di mercoledì 28 Marzo ha visto un buon afflusso di cittadini.

Da sempre vi è preoccupazione per lo stato ed il futuro dei servizi sanitari del territorio. Già dal 2006, il punto sanità di Santa Maria Maddalena ha subito una radicale chiusura degli ambulatori, riducendolo a pochi uffici prevalentemente amministrativi e per di più collocati in locali di dimensioni estremamente ridotte rispetto all’entità dell’utenza. Basti pensare alla scandalosa situazione venutasi a creare quando centinaia di cittadini sono stati costretti a recarsi agli sportelli per cambiare il medico di famiglia, dovendo attendere anche per ore, talvolta in strada. A rendere ancora più preoccupante la situazione si aggiungono le continue riduzioni di servizi e personale presso l'ospedale pubblico di riferimento, il S. Luca di Trecenta, dove il pronto soccorso risulta funzionante in maniera ridotta, a causa dell’assenza in orari serali e notturni di idonei specialisti, mentre molti spazi, strutture e impianti presenti nell’ospedale, non vengono sfruttati al meglio delle loro potenzialità a causa di precise scelte della direzione sanitaria.
Per discutere di queste tematiche è stato organizzato un incontro mercoledi' 28 marzo scorso presso l'Auditorium di S.M. Maddalena. Sono intervenuti Antonio Bombonato, presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss 18, Guglielmo Brusco, assessore alla sanità della Provincia di Rovigo, Francesco Pellegrini, assessore alla sanità del Comune di Occhiobello, Jenny Azzolini, portavoce del comitato Alto Polesine per il San Luca, Lorenzo Feltrin, consigliere comunale di Occhiobello. Si ringraziano i cittadini che hanno partecipato.

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ANCORA ROGHI DI RIFIUTI IN VIA MOTTA

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Il Comune intervenga una volta per tutte

 

Venerdì pomeriggio si è verificato un nuovo rogo di rifiuti abbandonati in via Motta a Gurzone. La situazione era nota da tempo. Da tempo in quella zona vengono depositati rifiuti speciali, che periodicamente vengono criminalmente dati alle fiamme. Il Comune aveva emesso un'ordinanza di rimozione ancora ad inizio 2011. Nel luglio dello stesso anno, si è ripetuto un nuovo importante incendio che ha provocato una colonna di fumo visibile  akm di distanza, sicuramente contenente pericolose sostanze tossiche sprigionate dalla combustione di rifiuti plastici. In seguito a quell'ennesimo episiodio Uniti per Cambiare aveva presentato un'interrogazione in Consiglio Comunale, in risposta alla quale l'assessore Diegoli ci aveva rassicurato circa il monitoraggio della situazione da parte della polizia locale. A pochi mesi di distanza siamo ancora al punto di partenza. un'altro rogo di importanti dimensioni ha interessato venerdì la stessa area. Non è sufficiente che i criminali responsabili di un simile pericolo per la salute delle persone e per l'ambiente vengano perseguiti a norma di legge. Occorre che gli organi di controllo del Comune vigilino attentamente perché simili episodi non si verifichino più. E' sufficiente qualche sopralluogo più frequente in loco per impedire che si continuino a depositare rifiuti non autorizzati. Speriamo che anche questo ennesimo appello non cada nel vuoto. Anche perché al danno materiale provocato da simili comportamenti non controllati, si aggiunge il danno legato all'idea che in questo Comune tutto è permesso perché i controlli sono scarsi.

Invitiamo il Comune ad attivarsi per porre fine definitivamente a questa situazione indegna di un Paese civile e faccia tutto quanto in proprio potere per consegnare alla giustizia i responsabili (noti) di tali reati.

 

Gruppo Consiliare

Uniti per Cambiare

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CONSIGLIO COMUNALE - MARZO 2012

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Di seguito l'ordine del giorno dell'ultimo consiglio comunale, svoltosi in due sessioni distinte, visto il numero di odg.

Approvazione programma triennale e dell’elenco annuale dei lavori ai sensi dell’art. 128, comma 9, del D.Lgs. 163/2006 e successive modifiche.

Riqualificazione energetica e adeguamento normativo degli edifici comunali e degli impianti di illuminazione pubblica.

Approvazione quota assegnazione alloggi ERP per emergenza abitativa – L.R. 10/96.

Approvazione bozza di convenzione transazione swap.

Modifiche al piano generale degli impianti pubblicitari approvato con delibera di C.C. n. 88 del 22/12/2009.

Mozione, presentata dai Gruppi Consiliari di minoranza, relativa al ricorso al TAR del Veneto relativamente a Polesine Acque ed al decadimento del servizio idrico integrato.

Interrogazione consiliare presentata dal Gruppo Consiliare Uniti per Cambiare, relativa all’applicazione del divieto di utilizzo di gabbie non modificate presso gli allevamenti della Società Agricola Eurovo – Occhiobello.

Mozione presentata dai Gruppi Consiliari di minoranza, relativa all’attuazione di quanto previsto dal D.Lgs 267/03 di recepimento della Direttiva Europea sul benessere animale da parte della società Agricola Occhiobello.

Mozione presentata dai Gruppi Consiliari di minoranza, relativa alla autorizzazione regionale rilasciata alla Ditta Eps S.p.A. di Occhiobello rilasciata con DGR n. 4165 del 29 dicembre 2009 inerente il progetto di cogenerazione esaminato dalla commissione tecnica   regionale sezione ambiente con parere n. 3607.

Approvazione gemellaggio con il Comune di Renningen (Germania).

Ordine del giorno n. 284/61940 della Giunta Provinciale del 29 novembre 2011 – presa d’atto.

Adozione variante parziale per la messa in sicurezza dell’intersezione a raso tra la S.R. n. 6 “Eridania” con Via Roma II° Tronco e Via Gurzone mediante realizzazione di una rotatoria.

Adozione variante parziale per la messa in sicurezza dell’intersezione a raso tra la S.R. n. 6 “Eridania” con le Vie del Commercio e dell’Artigianato mediante realizzazione di una rotatoria e sistemazione Via del Commercio.

Mozione, presentata dal Gruppo Consiliare Lega Nord contro il provvedimento del Governo inerente la tesoreria unica.

Mozione presentata dal Gruppo Consiliare Uniti per Cambiare relativa alla creazione di una sezione sul sito internet del Comune di Occhiobello relativa alla divulgazione dei dati ambientali.

Interrogazione presentata dal Gruppo Consiliare Uniti per Cambiare circa i tagli sui servizi socio – sanitari ULSS 18.

Comunicazione del Presidente del Consiglio Comunale relativa alla deliberazione di G.M. n. 175 del 27/12/2011 ad oggetto: “Esercizio Finanziario 2011 – prelevamento dal fondo di riserva”.

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BENE LA SCELTA DI UNA SCUOLA D'INFANZIA A SANTA MARIA NORD

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Finalmente si dà risposta ai bisogni del territorio e si investe sulle rinnovabili

 

Vogliamo esprimere apprezzamento per la decisione dell'Amministrazione Comunale di destinare l'area di via della Costituzione a Santa Maria Nord per la realizzazione di una scuola d'infanzia e, in parte, per un parchetto pubblico. Questa iniziativa recepisce una proposta che Uniti per Cambiare aveva scritto nel proprio programma elettorale nel 2009 e, soprattutto, va incontro a una domanda in parte inevasa e sempre crescente di servizi per l'infania nel nostro Comune. Con questa iniziativa il quartiere di Santa Maria Nord verrebbe finalmente dotato di servizi, smettendo di assumere le caratteristiche di "quartiere dormitorio" quale adesso, in buona parte è. Anche il parco pubblico connesso alla scuola, di cui avevamo sollevato la necessità un anno fa con un'interrogazione in Consiglio Comunale risponde all'esigenza per le famiglie residenti in quella zona, specialmente per i più giovani, di avere uno spazio pubblico di incontro e di svago.

Apprendiamo con soddisfazione che sono state abbandonate altre ipotesi inutili e costose per l'utilizzo di quell'area, quale quealla di una nuova caserama dei carabinieri o di un nuovo teatro comunale. Ci dispiace solo che si siano nel frattempo persi tempo e soldi pubblici per inseguire quei progetti faraonici.

Ci fa, inoltre, particolarmente piacere che l'intervento possa essere realizzato a costo zero grazie ai proventi derivanti dal conto energia sugli impianti fotovoltaici che saranno realizzati sugli edifici. Oltre che un beneficio economico per la comunità sarà anche un beneficio ambientale collettivo. Sulla strada del risparmio energetico e delle rinnovabili occorre continuare a investire e auspichiamo che l'amministrazione comunale intenda investire seriamente anche sulla riqualificazione energetica degli edifici esistenti, facendo risparmiare ai cittadini denaro ed emissioni nocive.

Non abbiamo mai risparmiato e mai risparmieremo all'Amministrazione critiche sul suo operato quando riteniamo che questo vada contro l'interesse del territorio. Ma ci teniamo a caratterizzarci come gruppo di opposizione costruttiva e responsabile e a sostenere le scelte della giunta che vanno nella direzione giusta.

 

Gruppo consiliare

Uniti per Cambiare

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Outlet

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Leggo che il PD locale, che non interviene mai sulle questioni che riguardano la qualità della vita dei cittadini e i servizi erogati dall’amministrazione comunale e dagli altri enti pubblici, gongola per la sentenza del Consiglio di Stato sull’outlet. Addirittura accusa tutte le forze di opposizione di voler salire sul “carro dei vincitori”. E così facendo stravolge la realtà. Non solo perché, per quanto mi riguarda, non ho mai messo in discussione la legittimità dell’iter amministrativo che autorizzava l’outlet, ma semplicemente ho sempre ritenuto discutibile l’opportunità politica di tale scelta per il territorio. E a tal proposito ricordo che quando tale scelta fu presa, Chiarioni regnante, nel 2003, il sottoscritto non era ancora consigliere comunale. Mentre quando nel 2004, con l’amministrazione Natali fu approvata la successiva variante di ampliamento dell’area non partecipai al Consiglio Comunale per protestare rispetto al fatto che non ci fosse stata alcuna discussione nell’ambito della maggioranza su tale scelta. Quanto alla delibera di giunta del 2005 si trattò non di un’autorizzazione, ma di una mera presa d’atto dovuta (come il Consiglio di Stato ha confermato). Detto ciò il PD mente sapendo di mentire (ma questa non è una meraviglia) accusandomi di voler salire sul carro del vincitore: ma chi ci vuole salire su quel carro?! La mia posizione sull’outlet non cambia di una virgola. Anzi, più si avvicina l’apertura e più aumentano le mie preoccupazioni, soprattutto leggendo alcuni articoli su ciò che accade dove gli outlet già esistono. Non solo per le ricadute sul traffico e sull’inquinamento ambientale, ma anche su quelle occupazionali ed economiche che sono ben diverse da come vengono sbandierate dagli investitori e dai loro “sponsor” politici.

Detto ciò, e fermo restando la mia convinzione che questa scelta sia stata sbagliata, ora credo ci si debba concentrare su come gestire l’apertura di questo colosso nel nostro territorio.

L’Amministrazione Comunale deve decidere e guidare il futuro dell’area commerciale. In primo luogo, va sottoscritta con l’outlet una convenzione che preveda la gestione dei parcheggi e delle altre opere di urbanizzazione a carico dei privati, come del resto lo stesso Sindaco si è recentemente impegnato a fare. In secondo luogo va convocata subito quella commissione consiliare che da tempo chiedo, con la partecipazione della proprietà dell’outlet e della città mercato, per condividere insieme un progetto per la riqualificazione della via Eridania, chiedendo anche ai privati di contribuire alla realizzazione. Infine credo si debba subito concordare con l’outlet un progetto per portare il trasporto pubblico da Ferrara a Occhiobello, passando per l’area commerciale. Non sarà certo la risoluzione dei problemi della viabilità, ma almeno si darà l’opportunità, a chi vuole, di raggiungere la zona commerciale senza intasare le strade.

Lorenzo Feltrin

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LA GIUNTA SNOBBA IL CONSIGLIO COMUNALE

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Nessuna convocazione da oltre due mesi e nessuna idea sul bilancio

Forse la Giunta pensa di poter governare il Comune senza dover rispondere al Consiglio Comunale. O forse la maggioranza teme il confronto con le opposizioni ben consapevole dell’ormai evidente inconsistenza della propria azione di governo.

Fatto sta che sono ormai oltre due mesi che il Consiglio Comunale non viene convocato, esattamente dal 17 dicembre scorso. In realtà la stessa situazione si era presentata a inizio dello scorso anno, quando il Consiglio Comunale venne tenuto in stand-by per circa tre mesi. In quell’occasione, di fronte alle proteste dell’opposizione, il Sindaco si impegnò ad intensificare le sedute del consesso civico. Ma dopo un anno siamo daccapo. E non certo perché manchino gli argomenti di discussione. Il solo gruppo Uniti per Cambiare ha già presentato due interrogazioni consiliari (il massimo previsto dal regolamento) che attendono risposta rispettivamente da due e un mese, mentre ben tre mozioni sono state presentate insieme agli altri due gruppi di opposizione.

Ma anche la Giunta non è stata inerte: a fine anno ha destinato, ovviamente senza confrontarsi con nessuno ben 90.000 euro dal fondo di riserva che, come ormai uso e costume di questa maggioranza, gonfiano al massimo durante l’anno, in modo da poter poi spendere i soldi senza seguire gli indirizzi del Consiglio. Ma d’altra parte siamo ormai abituati al fatto che anche le variazioni di bilancio, per legge di competenza consiliare, le decida la Giunta. Anche perché forse, anche gli stessi consiglieri di maggioranza non sarebbero tanto d’accordo che vengono sottratti 19.000 euro al sociale per spostarli su manifestazioni culturali, come è stato fatto pochi mesi fa.

Insomma, una Giunta che snobba il Consiglio e che rifiuta il confronto.

Ma ciò che è peggio è che questo ritardo a inizio anno pesa anche sui cittadini. Perché siamo ormai a fine febbraio e ancora non è stato approvato il bilancio dalla Giunta Comunale. Il che vuole dire che, bene che vada, avremo il bilancio di previsione approvato in Consiglio Comunale a fine marzo o inizio aprile. Insomma, in forte ritardo come l’anno scorso. Nonostante, anche su questo, ci sia stato l’impegno da parte di Sindaco e assessore Diegoli ad accorciare i tempi. Forse la Giunta non riesce a far quadrare i conti? O semplicemente non riesce a mettere d’accordo tutti gli assessori sugli indirizzi da prendere?

 

Lorenzo Feltrin

Capogruppo Uniti per Cambiare

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SU POLESINE ACQUE DIEGOLI NON E' IN CONDIZIONI DI DARE LEZIONI

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Chiudere SODEA è l'unica soluzione nell'interesse dei cittadini

Come al solito, quando non sanno come giustificare la propria strenua difesa dello status quo nella gestione dell'acqua, Diegoli e la maggioranza tirano fuori il fatto che "o si continua così, o i cittadini devono pagare i debiti" (vedi articolo qui). Balle! Questo argomento non sta in piedi per una serie di motivi. In primo luogo la legge prevede che i mutui contratti per realizzare il piano d'ambito sono coperti dalla tariffa, indipendemente che cambi o non cambi il gestore. Se invece vi sono dei debiti legati a malagestione, è dovere dei Sindaci intraprendere un'azione di responsabilità verso gli amministratori dell'azienda. Ora, io proposi in Consiglio Comunale nel 2006 con una mozione di intraprendere questa azione di responsabilità: tutto il resto del Consiglio Comunale votò contro, Diegoli incluso! Non solo. Successivamente Diegoli in Assemblea di Polesine Acque si è opposto, insieme ad altri oltre 30 Sindaci di entrambi gli schieramenti, di intraprendere l'azione di responsabilità verso gli ex-amministratori di Polesine Acque, ovvero i loro colleghi di partito! Fortunatamente la magistratura sta comunque indagando su Polesine Acque e su SODEA e spero che vengano fuori chiaramente sia le responsabilità dirette, sia quelle di chi non ha controllato.
Quanto all'origine dei debiti della società Diegoli attribuisce tutto agli ex-consorzi, dimenticando che quando c'erano i consorzi le rate di tali debiti venivano regolamente pagate senza aumentare le tariffe. Da quanto è nata Polesine Acque e la partecipata SODEA, i debiti sono aumentati, le tariffe anche, il servizio è peggiorato, i Comuni hanno dovuto ricapitalizzare con i soldi dei cittadini (operazione sostenuta anche nel nostro Comune da tutti i gruppi consiliari col mio solo voto contrario) e Polesine Acque è ancora in dissesto! Non me lo sono inventato io, caro Diegoli, che una delle cause dei costi fuori controllo di Polesine Acque sia SODEA: sta scritto in una relazione del presidente Zerbinati del 2006 e lo ha ammesso lo stesso Ferraccioli approvando una riduzione dei costi della convenzione con SODEA!
Diegoli non è certo nella situazione di dare lezioni su Polesine Acque: ha sostenuto la ricapitalizzazione della società ed ora essa è ancora sull'orlo del fallimento; ha difeso la legittimità dell'affidamento in house e i Tribunali lo hanno smentito; è stato tra i promotori, insieme a Chiarioni, della folle idea di cedere la proprietà delle reti a Polesine Acque e le autorità competenti hanno riconosciuto l'illegittimità di tale operazione. Vorrei capire il vero motivo di tanto adoperarsi per difendere l'indifendibile!
Infine è risibile l'idea che si debbano pagare soldi a SAGIDEP per liquidare SODEA: qualcuno mi spieghi qual è il valore di una società che è legata con una convenzione a una Polesine Acque che non ha perso l'affidamento del servizio e, quindi, non ha più alcun mercato! I casi sono due: o si liquida SODEA a costo zero e Polesine Acque può tornare ad avere il servizio (ma poi bisognerà ridiscutere la gestione di questa azienda). Oppure (e forse sarebbe meglio) si chiude pari pari Polesine Acque, facendo così cadere tutti i legami con i privati, sia SAGIDEP sia quelli che si occupano delle manutenzioni, e si costituisce una nuova e sana azienda pubblica.
A meno che il vero interesse non sia quello di garantire dei soldi ai privati ben noti.

Lorenzo Feltrin
consigliere comunale Uniti per Cambiare

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POLESINE ACQUE: IL COMUNE PERDE IL RICORSO AL TAR

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Chiarioni spieghi perché ha impegnato soldi pubblici per difendere gli interessi dei privati

Come volevasi dimostrare: il ricorso al TAR contro l'AATO presentato dal nostro Comune su iniziativa della Giunta e contro il parere di tutti i gruppi di opposizione, era infondato. Non ci voleva molto a prevederlo. Che non sussistessero da tempo le condizioni per l'affidamento del servizio idrico a Polesine Acque a causa della presenza dei privati in SODEA è un fatto che il sottoscritto ha denunciato in Consiglio Comunale quasi 6 anni fa, che nel 2007 è stato suffragato da un parere dell'autorità di vigilanza sui contratti pubblici e, nel 2010, dall'antitrust; parere di cui l'assembela dei Sindaci dell'AATO ha preso atto sottraendo l'affidamento a Polesine Acque, con l'impegno (almeno dichiarato) di rimuovere la presenza dei privati nella gestione del servizio idrico.
Ma tutto questo alla Giunta Chiarioni non è bastato e subito ha risposto all'appello di SODEA presentando ricorso al TAR, ovviamente a spese dei cittadini, insieme ad altri 3 Comuni (su 52!).
Ora la vera domanda è: perché una maggioranza che si dichiara a parole a favore della gestione pubblica del servizio ha deciso di ricorrere in giudizio in difesa degli interessi di una società, come SODEA, in cui gli interessi privati sono prevalenti? Addirittura la sentenza del TAR ha riconosciuto che "la compagine societaria facente capo a Polesine Acque è costituita da una consistente e rilevante (sotto il profilo del controllo) presenza di capitale privato" e che i soci privati avevano "rilevanti poteri di controllo sulla stessa società affidataria dello stesso". Insomma: una situazione in cui il privato di fatto controllava il servizio e ne traeva profitto! E non a caso sono in molti a ritenere che una delle cause di dissesto finanziario di Polesine Acque sia proprio l'enorme flusso di denaro indirizzato a SODEA e al suo socio privato.
Ebbene, il nostro Comune anziché attivarsi per sanare questa situazione, ha impegnato soldi pubblici per difendere lo status quo! Altroché rispetto della volontà popolare e della gestione pubblica!
A Chiarioni e alla sua maggioranza chiediamo di riferire in Consiglio Comunale sulle motivazioni di questa decisione e, soprattutto, di impegnare il tempo e i soldi dell'amministrazione comunale in azioni più utili: in primo luogo si trovino le forme per liquidare a costo zero SODEA e Polesine Engineering, garantendo la gestione pubblica e trasparente del servizio idrico. E allo stesso tempo si rispetti l'esito del secondo referendum e si riducano le tariffe dell'acqua togliendo la remunerazione del capitale investito, altrimenti saranno i cittadini a ricorrere alla giustizia amministrativa. Ma questa volta per una ragione fondata!

Lorenzo Feltrin
capogruppo Uniti per Cambiare

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SERVIZI SOCIALI: FA BENE IL SINDACO A CHIEDERE CHIARIMENTI

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Ma in questi anni dov'erano lui e l'assessore Magon?

Condivido l'iniziativa intrapresa dal Sindaco, che, anche a seguito delle sollecitazioni pervenute da Uniti per Cambiare in Consiglio Comunale, ha scritto al Presidente della Conferenza dei Sindaci chiedendo più attenzione e più chiarimenti sull'aumento continuo dei trasferimenti obbligatori all'ULSS18 per lo svolgimento delle funzioni delegate dai Comuni sui servizi sociali.
Da tempo facciamo presente, come Uniti per Cambiare, l'incongruenza di avere un aumento continuo e spropositato dei fondi che il Comune deve trasferire all'ULSS 18, senza che sul territorio si vedano miglioramenti dei servizi. Anzi. Semmai questi vengono tagliati. I servizi di consultorio familiare, l'assistenza domiciliare, la psicologia per l'età evolutiva, le assistenza sociale per i minori, i servizi per i disabili sono sempre più carenti rispetto a un continuo aumento delle esigenze del territorio. Eppure nel 2011 il Comune di Occhiobello è arrivato a pagare oltre 220.000 euro. La domanda viene spontanea: come vengono spesi dall'ULSS i nostri soldi?
Ho chiesto più volte chiarimenti in merito agli uffici comunali e all'assessore competente: pare che nessuno riesca ad avere informazioni chiare e che, addirittura, l'ULSS18 neghi il consuntivo del bilancio riguardante i servizi sociali.
Una situazione assurda, di fronte alla quale è bene che i Sindaci inizino a pretendere chiarezza. In caso contrario credo che il ritiro delle deleghe all'ULSS e la gestione diretta dei servizi da parte dei Comuni in forma associata, penso sia una strada che si possa intraprendere.
Al Sindaco Chiarioni però chiedo: come mai solo ora scrive al presidente della conferenza dei Sindaci? Perché finora il Comune di Occhiobello ha sempre votato a favore degli aumenti chiesti dall'ULSS? Si è forse dimenticato per due anni il Sindaco che il suo assessore ai servizi sociali è uno dei 5 componenti della rappresentanza (l'organo esecutivo) della Conferenza dei Sindaci? Dov'era quando si discutevano i bilanci e si proponevano gli aumenti?
Infine, chiediamo di nuovo alla maggioranza di convocare, come da me richiesto più volte, il presidente della conferenza dei Sindaci e, soprattutto, il direttore dei servizi sociali dell'ULSS 18 in commissione servizi sociali, per presentare -carte alla mano- il resoconto di come sono spesi i trasferimenti dei Comuni dell'ULSS 18.

Lorenzo Feltrin
consigliere comunale Uniti per Cambiare

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COGENERATORE EUROVO: GIUSTA LA DECISIONE DEL COMUNE DI FIESSO

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Neanche Occhiobello avrebbe alcun vantaggio da questa realizzazione.

Abbiamo letto sulla stampa negli ultimi giorni numerosi attacchi contro il Sindaco e l'Amministrazione Comunale di Fiesso perché nega il passaggio su strade pubbliche che attraversano il centro del paese ad una condotta di metano ad alta pressione a servizio della costruenda centrale nei pressi dell'Eurovo. Non solo ci pare che tali attacchi siano fuori luogo, ma come lista civica ci sentiamo di esprimere solidarietà e condivisione per la decisione presa dall'amministrazione comunale di Fiesso. Negare il passaggio ad una condotta che creerà disagi enormi e potenziali rischi all'intera comunità solo per facilitare la realizzazione di un impianto che non avrà nessuna ricaduta positiva per il territorio è, non solo un atto legittimo, ma anche una scelta che va a tutela dell'interesse collettivo. Peraltro tale diniego non impedisce la realizzazione dell'impianto. Esistono alternative meno impattanti, meno rischiose e che creano meno disagi alla cittadinanza. Se il problema è che queste costano troppo per l'impresa, non è che si può pretendere che il Comune sacrifichi l'interesse collettivo per agevolare quello di un privato.
Troviamo invece poco opportuno, per quanto legittimo, l'atteggiamento del nostro Sindaco Chiarioni, che addirittura ha partecipato tra il pubblico ad un consiglio comunale a Fiesso in cui si discuteva di questo tema, quasi fossero in gioco interessi fondamentali per la comunità occhiobellese.
Noi al contrario pensiamo che, anche se la realizzazione di tale impianto è legittima e già autorizzata e, pertanto, il Comune non vi si può opporre, non vi sia alcun motivo per cui l'amministrazione debba auspicarne o agevolarne la realizzazione. Quali sarebbero le ricadute positive in termini occupazionali, economiche o ambientali per la nostra comunità? Praticamente nessuna. Anzi, anche se si tratta di un impianto a metano da 7 MW, e non di un inceneritore come alcuni sostengono, non dimentichiamo che comunque questo emetterà ogni anno almeno 40 tonnellate di ossidi di azoto, 9 di polveri sottili, 27 di monossito di carbonio; valori che dovrebbero essere aumentati del 40% se l'impianto lavorasse a pieno ritmo e, ovviamente, sempre ipotizzando che vengano rispettati i limiti previsti, cosa di cui è lecito dubitare.
Infine ci permettiamo di dire che non ci sentiamo per nulla in dovere di sostenere le iniziative economiche collegate a un'azienda che tanti disagi ha creato sul territorio in questi anni. Ci piacerebbe che neanche il nostro Sindaco impiegasse tante energie in tal senso.

Uniti per Cambiare

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